
La percezione di un minor riconoscimento professionale da parte dei pazienti, la crescente diffusione della telemedicina che ha generato aspettative di disponibilità immediata dei medici e la burocratizzazione, che riduce il tempo dedicato all’attività clinica. Sono alcune delle criticità che incidono sul lavoro dei professionisti sanitari emerse nel corso della tavola rotonda organizzata da ANAO-ASSOMED a Milano per la presentazione dell’indagine sul benessere organizzativo e la percezione del cambiamento nella professione medica a cui hanno partecipato i vicepresidenti FIASO Carlo Nicora e Eva Colombo.
Il vicepresidente Carlo Nicora ha sottolineato: “Le aziende sanitarie italiane destinano tra il 40% e il 70% del finanziamento del SSN alle risorse umane e coinvolgono tra l’1% e il 3% della popolazione lavorativa. Solo creando un ambiente di lavoro sano e sicuro si possono minimizzare i conflitti e ridurre la fatica che si sperimenta sia nell’assistenza che nell’organizzazione. Per mettere al centro la persona (cittadino, utente, cliente, paziente), è fondamentale che i lavoratori siano messi nelle condizioni di prendersi cura dell’altro. Le aziende sanitarie sono impegnate da anni per raggiungere questo obiettivo”.
L’indagine ha suggerito diversi interventi necessari per migliorare il benessere organizzativo, tra cui un riequilibrio del carico di lavoro e una migliore conciliazione tra vita privata e professionale, la riduzione della burocrazia e un potenziamento dell’efficienza dei sistemi informatizzati. Inoltre, per contrastare la svalutazione della professione medica da parte di pazienti e istituzioni, si propone una maggiore valorizzazione economica dei medici, elemento chiave per garantire motivazione e stabilità professionale.